Occupazione Militare

Il movimento clandestino in città

Fra CLN, Comando Militare di Piazza e comandi di montagna corse un flusso ininterrotto di rapporti: messaggi, comunicazioni, informazioni, segnalazioni su persone sospette che si trasferivano in montagna, invio di documenti falsi e molto altro ancora. Dietro a tutto questo stava un lavoro organizzativo e pratico che chiamava all’opera centinaia di persone; stavano le staffette che dovevano attraversare più punti di obbligato passaggio controllati dal nemico. Stavano le tipografie, ove uomini di fede svolgevano il lavoro clandestino dei volantini di propaganda, dei giornali segreti, dei documenti falsi. Stavano gli operai della Timo, la compagnia dei telefoni, che passavano informazioni preziose. Infine centinaia di informatori che erano inseriti spesso con regolare rapporto di lavoro (impiegati, soldati, suttouffiali, ufficiali) nei più importanti centri e comandi tedeschi e fascisti, negli uffici politici e amministrativi.

Da essi si irradiava una continua corrente di notizie sugli arrivi e sugli spostamenti di reparti, sui progetti di rastrellamenti e puntate, sulla dislocazione delle forze e su quanto potesse aiutare i comandi a configurarsi un quadro esatto e sempre aggiornato della situazione nemica. Un’attività cospirativa legata a luoghi segreti, parole d’ordine, case di latitanza, incontri fugaci, azioni militari; segnata dalle retate della polizia, dai controlli sempre più stretti, dal coprifuoco, dalle fucilazioni per rappresaglia.