Resistenza

I Gruppi di Difesa della donna

Nell’autunno del ’43, anche nel territorio parmense iniziò l’organizzazione dei G.D.D. («Gruppi di Difesa della donna» e per l’assistenza ai Combattenti per la libertà), che divennero operativi nella primavera del 1944. Al loro interno si raccolsero donne di tutti gli orientamenti politici, nell’ottica della mobilitazione femminile di massa. I ruoli che esse ricoprirono in città, nei paesi e nelle campagne furono innumerevoli, prevalentemente di carattere politico e organizzativo, in particolare nel settore della propaganda e della distribuzione della stampa clandestina. In seguito, dal 1944, alcune di esse chiesero di poter combattere con le armi e salirono in montagna, lottando con coraggio e determinazione. Da questo momento, le donne arrestate furono sottoposte allo stesso trattamento riservato agli uomini. Alcune furono deportate nei campi di concentramento nazisti. Altre, dopo aver subito ogni sorta di violenza, furono uccise, come Ines Bedeschi, originaria di Conselice (Ferrara), che nel Parmense svolse compiti delicati di collegamento tra il Comitato di liberazione, i partiti clandestini e i comandi partigiani regionali. Arrestata nel febbraio del ’45, dopo sevizie ed estenuanti interrogatori, venne fucilata lungo le rive del Po, il 28 marzo dello stesso anno. Fu decorata di medaglia d’oro al valor militare.

Finirono in carcere anche alcune delle donne che organizzarono e parteciparono alla manifestazione per la liberazione di un gruppo di partigiani del distaccamento “Griffith”, della futura 12a Brigata Garibaldi, catturati la notte del 14 aprile, in località Montagnana, nel primo Appennino parmense.
Dallo “sciopero del pane” del 1941 ai “fatti di Montagnana” del 1944 fino alla fine della guerra, le donne di Parma e dei paesi della provincia che combatterono, con le armi e senza armi, nella Resistenza, vissero la lotta come momento di formazione e di presa di coscienza. Una parte di esse continuò, anche nel dopoguerra, l’impegno politico iniziato nei lunghi mesi della Resistenza. Come nel resto del paese, anche qui le donne posero, nella guerra per la liberazione dell’Italia, le basi della lotta per il diritto di voto e per l’emancipazione femminile.