Resistenza

Inizia la lotta partigiana

Nel tardo autunno del 1943 le basi per l’organizzazione della lotta armata e non armata contro i fascisti e i tedeschi erano a buon punto e sui monti si stavano formando le prime bande partigiane. Nell’inverno 1943-1944 la Resistenza parmense disponeva di 350 combattenti, inquadrati nei primi nuclei che si erano insediati principalmente nelle valli a Ovest della strada della Cisa (i distaccamenti “Picelli” in alta Val Noveglia e “Betti” a Varsi, il gruppo “Penna” tra Bedonia e l’alta Val Ceno, la banda “Beretta” intorno ad Albareto), mentre un solo distaccamento (il “Griffith”) era attivo nella zona a Est del Passo della Cisa.
Il primo scontro a fuoco avvenne intorno ad Osacca, in val Noveglia, il giorno di Natale del 1943. Una ventina tra renitenti e partigiani - giovani di Parma e di Casalmaggiore e militari sbandati – respinse una puntata della Guardia Nazionale Repubblicana, che stava rastrellando la zona. Fu un piccolo ma significativo episodio: per la prima volta i “ribelli” non si erano sottratti allo scontro armato, addirittura obbligarono i reparti fascisti a ripiegare, respinti dal fuoco partigiano; il lavoro di preparazione cominciava a produrre frutti.
Le formazioni partigiane erano comunque ancora troppo deboli per affrontare in combattimento unità militari tedesche e dovevano quindi limitarsi a compiere colpi di mano ed attentati contro sedi isolate delle milizie della Rsi o contro esponenti politici del fascismo repubblicano. Iniziavano le prime vendette e rappresaglie fasciste contro cittadini e antifascisti, come nel caso dell’uccisione di Tommaso Barbieri, Ercole Mason, Emmo Valla, avvenuta a Parma il 1° febbraio 1944, in seguito ad una presunta e mai provata uccisione di un giovane militante fascista.
L’episodio che allarmò i tedeschi, convincendoli che fosse ormai giunto il momento di intervenire contro la guerriglia partigiana, avvenne il 12 marzo 1944 lungo la linea ferroviaria Parma-La Spezia, quando i partigiani guidati dal comandante “Betti” attaccarono un treno scortato da militari della X.a Mas.  
Circa un mese dopo, invece, furono i tedeschi a colpire con un attacco di sorpresa nella zona del Monte Montagnana, catturando l’intero distaccamento “Griffith”. A questo episodio si legò la protesta delle donne di Parma.
Arrivò anche il primo vero rastrellamento tedesco nella prima settimana di maggio. Reparti della Wehrmacht insieme a reparti della Gnr setacciarono le pendici del Monte Penna catturando numerosi cittadini sospettati di essere partigiani e vennero incendiati gli abitati di Alpe, Setterone, Strepeto.