Resistenza

La nascita del CLN di Parma

La mattina del 9 settembre i dirigenti parmensi del Partito comunista, unico a disporre in quel momento di una struttura clandestina efficiente, si erano riuniti a Villa Braga in località Mariano. Al termine della riunione venne deciso di proseguire nella costruzione di una rete clandestina possibilmente unitaria che coinvolgesse le altre forze politiche antifasciste nei preparativi per una eventuale lotta armata contro i tedeschi. Il Comitato d’Azione Antifascista composto da comunisti, socialisti e cattolici e formatosi nel 1942 si era sciolto al termine di una riunione avvenuta la notte precedente.

A Villa Braga furono presi anche i primi provvedimenti necessari per rendere operativa l’organizzazione clandestina: raccolta di armi, soldi, viveri, aiuto ai soldati sbandati, ai prigionieri alleati fuggiti dal campo di prigionia PG 49 di Fontanellato e ai ricercati dai tedeschi, collegamenti col centro nazionale dell’antifascismo organizzato.
La scelta del PCI di accelerare i tempi non ostacolò la ripresa dei contatti con gli altri partiti e nello studio di Giuseppe Micheli, notaio, ministro, deputato, dirigente di spicco del Partito popolare in età prefascista ed esponente dell’antifascismo Parmense, il 15 ottobre venne costituito il CLN di Parma. Comprendeva comunisti, socialisti, democristiani, repubblicani e membri del Partito d’Azione.