Resistenza

Verso la Liberazione

Il 9 aprile 1945 ebbe inizio l’offensiva delle truppe americane della 5a Armata per lo sfondamento del fronte a sud-ovest di Bologna. Il giorno prima i presidi tedeschi in Val Taro e Val Ceno si erano trovati sotto l’attacco delle brigate partigiane dell’Ovest-Cisa. Dopo sanguinosi combattimenti si arrese l’importante guarnigione di Borgotaro e la linea ferroviaria Parma-La Spezia passò sotto il controllo partigiano. Ormai i tedeschi mantenevano a stento solo Berceto e la strada statale della Cisa. In pochi giorni caddero 10 presidi, tra cui quello di Salsomaggiore. Uno degli scontri più duri si ebbe intorno alla caserma del Battaglione scuola antiguerriglia a Ciano d’Enza. Il 20 aprile i comandi militari della Resistenza diedero inizio alle operazioni finali. Mentre i partigiani al di là della Cisa conquistavano gli importanti nodi stradali di Fivizzano e Aulla, le unità tedesche della 232a Divisione di fanteria in ritirata verso il Po si scontravano duramente con alcuni reparti della Divisione “Ricci” che stavano avvinandosi a Parma. Dal 23 il Comando della Polizia di sicurezza-SD aveva lasciato la città, mentre il Comando della MK 1008 cercò un contatto con gli Alleati per patteggiare la resa. Il 25 aprile a San Lazzaro le avanguardie americane si incontrarono alle porte di Parma con unità della Resistenza. Il 26 le formazioni della Divisione “Ricci” circondarono la città e iniziarono il rastrellamento; la caccia ai franchi tiratori fascisti che sparavano dai tetti durò qualche giorno. Mentre avveniva la liberazione di Parma, un’ultima grande battaglia si svolgeva nel tratto della Val Taro compreso tra Fornovo e Collecchio. La 148a Divisione di fanteria e i resti della 90a Divisione granatieri corazzati, seguiti da unità della Divisione “Italia”, erano discesi lungo la statale della Cisa cercando scampo verso il Po e minacciando Parma. Il 25 aprile erano giunti a Fornovo. Toccò ai partigiani delle Divisioni “Val Taro” e “Val Ceno” intercettarli nell’attesa delle truppe alleate. Il 25 e il 26 il ponte sul Taro fu teatro di intensi combattimenti. Il 26, con l’arrivo dei reparti brasiliani inquadrati nella 5a Armata e dotati di mezzi corazzati, i tedeschi si trovarono chiusi in una sacca. Il giorno 29, falliti tutti i tentativi di sfondare l’accerchiamento, il generale Otto Fretter Pico, comandante delle truppe tedesche, si arrese ai plenipotenziari brasiliani. Nell’impianto militare di Ponte Scodogna vennero concentrati i circa 15.000 prigionieri tedeschi catturati. Il 28, intanto, si era arreso a Berceto l’ultimo importante presidio della Wehrmacht.

Fino agli ultimi giorni della ritirata le truppe tedesche compirono gravi atti di violenza contro la popolazione civile: tra il 24 e il 25 a Casaltone e Ravadese avvennero i due maggiori eccidi, con 21 vittime in entrambe le località.