"Io ti saluto, vado in abissinia"

Parma e Africa Orientale

tra colonialismo e post-colonialismo

Presentazione

Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Ong Parma per gli Altri e l'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma (Isrec), si pone l'obbiettivo di ricostruire, nelle sue diverse forme, i rapporti intercorsi nella storia recente tra Parma ed Africa Orientale, con particolare attenzione all'Etiopia e l'Eritrea. In questo senso, attraverso la raccolta di testimonianza, fotografie, articoli di giornale e documenti vari, si sta cercando di costruire un archivio sulla memoria coloniale e post-coloniale parmigiana relativa all'esperienza in questi paesi. Parallelamente – e in conseguenza di questa attività di raccolta – si intende realizzare percorsi didattici sotto forma di laboratori e incontri con le scuole e, sotto il profilo scientifico, avviare un articolato lavoro di ricerca storica che coinvolgerà il gruppo di ricercatori dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Parma. Infine, come ulteriore forma di restituzione di questo progetto, si proporrà alla città una mostra che sintetizzi e valorizzi i risultati del lavoro archivistico, di quello didattico e di quello storico.

Il progetto, che avrà una durata pluriennale, non vuole quindi avere solo un valore antiquario, ma punta ad individuare ed elaborare importanti nodi tematici che hanno contraddistinto i rapporti tra la città di Parma e l'Etiopia dal periodo coloniale ad oggi e, di riflesso, le problematiche macrostoriche e contemporanee in cui questi si situano. A questo proposito, la co-partecipazione di “Parma per gli altri ONG”, che da più di 25 anni opera in Etiopia ed Eritrea, garantisce sia in ambito didattico che di ricerca un privilegiato sguardo ravvicinato sulla questione.

Per una presentazione più articolata del progetto si rimanda all'articolo pubblicato sulla rivista degli istituti storici dell'Emilia Romagna "E-Review"



Stato dei lavori

Febbraio 2018: Si conclude il percorso didattico che ha coinvolto gli studenti delle classi classi 3B, 3D e 3E del liceo classico "G.D. Romagnosi" incentrato sul materiale d'archivio prodotto dalla ricerca "Ti saluto vado in Abissinia. Parma e Africa Orientale tra colonialismo e post-colonialismo". Durante i laboratori - condotti da Marta Banchini (Parma per gli altri), Chiara Nizzoli (Isrec), Carlo Ugolotti (Isrec) e Domenico Vitale (Isrec) - sono stati affrontate diverse tematiche: dalla prospettiva storica generale, si è passati a quella locale del caso parmense, per poi arrivare a riflettere e analizzare le questioni più recenti della relazione tra Parma e i paesi del Corno d'Africa. Al termine del percorso gli studenti hanno presentato alla cittadinanza una loro rielaborazione sotto forma di racconto scenico presso l'Aula magna del liceo classico Romagnosi

Maggio 2018: Si conclude il progetto di alternanza scuola-lavoro organizzato da Isrec e da Parma per gli altri che ha coinvolto le studentesse della classe 4M del liceo delle Scienze umane "A. Sanvitale" incentrato sul materiale d'archivio prodotto dalla ricerca "Ti saluto vado in Abissinia. Parma e Africa Orientale tra colonialismo e post-colonialismo". Durante i laboratori - condotti da Marta Banchini (Parma per gli altri), Chiara Nizzoli (Isrec), Carlo Ugolotti (Isrec) e Domenico Vitale (Isrec) - sono stati affrontate diverse tematiche: dalla prospettiva storica generale, si è passati a quella locale del caso parmense, per poi arrivare a riflettere e analizzare le questioni più recenti della relazione tra Parma e i paesi del Corno d'Africa. Al termine dei laboratori Le studentesse hanno realizzato un racconto scenico presentato all'interno della rassegna annuale del Meeting giovani presso il Teatro delle Briciole.

Giugno 2018: Il 6 giugno 2018 sono stati presentati i risultati della ricerca "Ti saluto vado in Abissinia. Parma e Africa Orientale tra colonialismo e Post-colonialismo" all'interno del convegno "Dalla via Emilia al Corno d'Africa. L'Italia e l'Etiopia: processi politici, migrazione e cooperazione internazionale". Il convegno - promosso da Parma per gli altri, in collaborazione con con Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Università degli studi di Parma, Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, Modena per gli altri e Cefa - ha avuto luogo presso la sala del Palazzo del Governatore di Parma. Per Isrec è intervenuto il ricercatore Domenico Vitale che ha dialogato con il fotoreporte Marco Paoli, il documentarista Dagmawi Yimer e il sociologo Marco Deriu.

Luglio 2018: una racconto del percorso didattico nato dal progetto "Ti saluto, vado in Abissinia" è stato pubblicato all'interno del blog "Una bella storia":

“Ti saluto, vado in Abissinia”, Parma e Africa Orientale tra colonialismo e post-colonialismo: un progetto didattico Parma e il Corno d’Africa sembrano due realtà lontanissime, destinate a incontrarsi in rare occasioni, magari all’interno di festival esotici, durante qualche serata di beneficenza o nei racconti di qualche intraprendente amico viaggiatore. Eppure paesi come l’Etiopia, l’Eritrea, la Somalia hanno un legame antico con la città. Dalle esplorazioni di Vittorio Bottego, agli anni del colonialismo, alle avventure imprenditoriali del dopoguerra, fino ad arrivare alle realtà cittadine che da anni operano in quelle zone con lo scopo di contribuire al loro sviluppo, Parma ha infatti costruito con questi paesi africani, negli ultimi due secoli, una storia di rapporti fatta di incontri e di scontri. Alla luce di ciò, meno di un anno fa – ottobre 2017 – l’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea (Isrec) e la Ong Parma per gli altri (Ppa), sostenute dal Comune di Parma, hanno avviato un progetto ambizioso: ricostruire i rapporti intercorsi durante la storia recente tra Parma e le ex colonie italiane del Corno d’Africa, con particolare attenzione all’Etiopia, dove Ppa opera da più di venticinque anni. Per fare ciò si iniziato a costruire un archivio sulla memoria coloniale e post-coloniale parmense che raccoglie storie private, giornali dell’epoca, documenti d’archivio e fotografie. Dopo aver raccolto un primo importante nucleo di materiale, Isrec e Ppa hanno realizzato un percorso didattico rivolto alle scuole superiori che avesse lo scopo – partendo da quanto fin’ora raccolto – di affrontare i rapporti tra Parma e le ex colonie italiane in una prospettiva globale, toccando temi sia di natura storica che sociale. A questo percorso – coordinato dai ricercatori Isrec Carlo Ugolotti e Domenico Vitale e dall’operatrice Ppa Marta Banchini, con la collaborazione della ricercatrice Isrec Chiara Nizzoli – hanno aderito in due tempi diversi le classi 3B, 3E e 3D del Liceo classico “G.D. Romagnosi” e la 4M del Liceo delle scienze umane “A. Sanvitale” (per quest’ultima si è trattato di un progetto di alternanza scuola-lavoro). Il percorso didattico, realizzato anche grazie al sostegno della Fondazione Cariparma, si è articolato in una parte storiografica e una più strettamente legata all’ambito della cooperazione internazionale e della convivenza tra popoli diversi. Per la prima fase, oltre a offrire agli studenti un inquadramento generale sul colonialismo e sui rapporti storici tra Europa e Africa, si è scelto di focalizzare i laboratori sulla prospettiva locale di queste tematiche, cercando di far lavorare le classi in relazione diretta con le fonti. Particolare attenzione, inoltre, è stata rivolta ad aspetti quali la propaganda e la rappresentazione cinematografica dell’esperienza coloniale. Nella seconda fase gli studenti hanno potuto “avvicinarsi” all’articolato mondo in cui operano le Ong grazie all’esperienza diretta fornita da Ppa che ha presentato loro una panoramica delle proprie attività, coinvolgendo negli incontri anche esponenti della comunità etiope parmense. Al termine dei laboratori, gli studenti coinvolti hanno realizzato un evento scenico-narrativo che presentasse alla cittadinanza una propria rielaborazione dei tanti argomenti affrontati durante il percorso didattico.                          Il primo di questi eventi, svolto dagli studenti del “G.D. Romagnosi”, ha avuto luogo il 19 febbraio presso l’Aula magna del Liceo classico. Il loro racconto ha toccato diversi nodi tematici, ponendo infine un importante questione riguardante la “memoria” dell’esperienza coloniale, come emerge da questo passaggio: «Quali sono le eredità dell’esperienza coloniale?»                                                                                           «Memoria.»                                                                                                                                                                «Noi non ci sentiamo coinvolti da questa memoria.»                                                                                              «Perché?»                                                                                                                                                              «Perché ci è stata negata»                                                                                                                                             «Perché non è stata mantenuta viva, nonostante sia sopravvissuta sottotraccia nel privato e nell’immaginario culturale.»                                                                                                                                                                «Perché?» È un “perché” che rimane sospeso, lasciando allo spettatore l’onere di ricercarne la risposta. Il secondo evento, realizzato dalle studentesse della “A. Sanvitale”, è stato presentato all’interno della XXIV edizione del Meeting giovani svoltosi il 9-10-11 maggio presso il Teatro al Parco di Parma. Le studentesse, partendo dal tema del meeting “Partire o restare”, hanno problematizzato tre questioni (l’informazione e la propaganda; la condizione della donna; viaggiare) inscenando in una prospettiva speculare un possibile dialogo di una famiglia del 1936 (l’anno della conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia fascista) e uno di una famiglia del 2018. Il confronto tra le due epoche, secondo la narrazione delle studentesse, ha senz’altro fatto emergere il raggiungimento in questi ottant’anni di storia di importanti conquiste sociali e culturali, ma al tempo stesso ha evidenziato alcune contraddizioni e criticità ancora presenti nel nostro tempo. Infine, le studentesse ragionando sul tema del meeting, hanno chiuso il racconto con questa riflessione: “Partire o restare. è un dubbio che insorge nelle menti di tutti noi, prima o poi. C’è chi è felice di partire, di scoprire altri posti e nuove culture, e chi teme il diverso, perché non ne coglie il valore. Ma il vero dubbio è: ci vuole più coraggio a partire o restare? Non esiste una realtà univoca che abbia il potere di smentire o confermare queste due tesi opposte, la verità è che tutto dipende dal modo con cui si osservano le cose: se si vive costantemente con la paura e il timore di esplorare il mondo circostante non lo si conoscerà mai davvero. Bisogna rischiare, andare oltre a ciò che conosciamo, oltre ai nostri confini sicuri, che ci fanno sentire protetti. Bisogna andare oltre i nostri limiti e assumersi il rischio di vivere veramente, senza sprecare neanche un singolo attimo della vita.”