Prigionieri di guerra e campi di prigionia per militari Alleati in italia (1940-1945)


call for papers

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L’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (ISREC), in occasione della ricorrenza dell’Armistizio dell’8 settembre 1943 e in concomitanza con una serie di eventi pubblici dedicati al tema dei prigionieri di guerra alleati in Italia che si terranno a Fontanellato dal 7 al 9 settembre 2018, indice una call for papers indirizzata a laureandi, dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori e docenti che abbiano svolto o che stiano svolgendo ricerca su tematiche che riguardano i prigionieri alleati e i campi di prigionia in Italia (1940-1943), le fughe e i salvataggi dei prigionieri da parte della popolazione civile, il rapporto tra ex-prigionieri e il movimento di Liberazione, la memoria e i memoriali riferiti alla prigionia in Italia nella seconda metà del Novecento. Il convegno avrà sede presso la Rocca di Fontanellato in occasione di una visita dei membri della San Martino Trust, associazione con sede a Londra e nata per commemorare e mantenere saldi i rapporti tra gli eredi dei militari e la popolazione civile che li aiutò nella fuga dai campi in Italia dopo l’otto settembre.

Durante la prima parte della seconda guerra mondiale (1940-1943) in Italia venne creata una rete di campi di concentramento per militari alleati fatti prigionieri nei campi di battaglia del Nord Africa, ma non solo. A partire dal 1941, dopo l'apertura dei primi grandi centri nelle regioni del Sud Italia, il sistema dei campi di prigionia (PG) si sviluppò verso Nord riempendo il territorio nazionale di campi e sotto-campi di lavoro. A tal fine furono individuati e utilizzati edifici spesso inadatti ad ospitare centinaia di prigionieri.

In altri casi i prigionieri vennero sistemati in tende provvisorie, in attesa che venissero costruite le baracche che li avrebbero ospitati.

L'otto settembre rappresenta un passaggio traumatico anche per il sistema dei PG. La reazione dei prigionieri all’Armistizio fu ovunque orientata alla fuga, con o senza il consenso dei militari italiani a guardia del campo. A decretare l’esito delle vicende e la sorte dei prigionieri risulterà decisivo l'atteggiamento delle autorità italiane responsabili dei singoli campi, dei comandanti, del corpo di guardia e della popolazione civile.

Si trattò di giorni complicati dove libertà o deportazione si manifestarono come esiti possibili, determinati dalla scelta che ognuno di loro fece o subì in quei giorni: avventurarsi al di là del muro e del filo spinato cercando la salvezza nelle campagne circostanti e poi sui monti oppure venire deportato verso gli stalag in Germania. Chi evitò la deportazione trascorse mesi sui monti tra le formazioni partigiane, con l'aiuto delle comunità contadine, con l'obiettivo di raggiungere la salvezza oltre la linea del fronte o in territorio neutrale oltre le Alpi.

Il convegno si pone quindi l’obbiettivo di approfondire storiograficamente questi eventi su scala nazionale e internazionale, affrontandone i nodi tematici.

Verranno principalmente quindi prese in considerazione proposte di intervento legate a:

- casi esemplari di campi o di vicende personali che favoriscano la comprensione del fenomeno della vita nel campo PG, delle fughe o delle catture a seguito dell'8 settembre 1943 e le vite degli ex-prigionieri dopo l'Armistizio;

- l’impatto degli ex-prigionieri sulle comunità contadine e sul movimento di Liberazione;

- interventi metodologici che analizzino l’approccio alle fonti e agli archivi legati al tema, e il loro utilizzo per comprendere il funzionamento dei campi, l'impiego dei prigionieri come lavoratori, le specificità dei prigionieri (nazionalità, gradi militari, esperienze da civili, speranze e prospettive - individuali e politiche - per il dopoguerra);

- la geografia della memoria: l'esistenza di luoghi della memoria, la potenziale creazione di una "rete dei memoriali PG" -virtuale e fisica-, riflessioni su un possibile utilizzo didattico e le problematiche del turismo storico.

- l'arte e letteratura della prigionia come fonte di rappresentazione e narrazione dell'esperienza dentro e fuori dai campi.

Per chi fosse interessato a partecipare si prega di inviare un abstract di ca. 500 parole e una breve biografia all'indirizzo direzione@istitutostoricoparma.it entro il 31 luglio 2018. Il comitato selezionatore pubblicherà le proposte accettate entro il 7 agosto 2018 sul sito dell’Istituto (www.istitutostoricoparma.it). La conferenza si svolgerà in italiano e in inglese (con traduzione simultanea). La partecipazione è gratuita e ai relatori verrà offerta ospitalità e rimborso delle spese di viaggio. E' prevista la pubblicazione degli atti.


Prisoners of war camps and Allied soldiers in Italy (1940-1945)

Istituto della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma (ISREC) will host a conference that will take place from 7th to 9th of September 2018 in Fontanellato during the celebrations of the 75th anniversary of the liberation of the prisoners of war from the camp (PG 49). To participate to this conference as lecturer we hereby present a Call for Paper addressed to postgraduate students, PHD candidates, researchers or scholars who has shown in their work a specific interest on themes related to the Allied prisoner of war or military prison camps in Italy (1940-1943), POW attempts to escape, their relations with the civil population, with the former-prisoners and the Resistance or the memory of the captivity in the post-war years. The conference will be part of a series of event in occasion of the visit of members of the San Martino Trust, a London-based association founded to commemorate and to maintain alive the relations between the heirs of the POWs and the Fontanellato population who helped them to escape from the prison camp after the Armistice.

During the first part of the Second World War (1940-1943), throughout the entire Italian territory, a network of concentration camps for Allied soldiers, captured in the battlefields – mainly those of North Africa but also in other areas-, was created. After the opening of the first big prison camps in Southern Italy in 1941, other detention centers (PG) – camps or sub-camps- were built in in the other areas of the nation. Most of the time many of these structures were inadequate to host hundreds of prisoners; when buildings were unavailable the POWs were put in tent camps, waiting for the shacks to be ready.

The Armistice represents a traumatic event also for the PG system. The reaction of the inmates was most of the time governed a desperate will to escape, with or without the consent of their Italian guards. It was the behavior of the Italian authorities, of the militaries, of prison guards and the civil population who determined the fate of those who survived or died after the 8th of September.

These were hard days where the results of a person’s actions or choices could lead to freedom or deportation, to an escape in the mountains seeking shelter or to an imprisonment (or death) in the German stalags. Those who managed to hide from the nazi-fascist roundups spent months in the mountains joining the Partisan formations, hiding with the civil population or looking for a way to escape across the frontline or the Alps.

The conference aims to provide an in-depth analysis of these events on a scientific basis and to find new historiographical perspectives on both national and global scale to face the themes related to the PG system.

Any kind of proposals will be taken in account, a special regard will be dedicated to those concerning:

-- analysis of case studies (about camps or individuals) that may help the general comprehension of the everyday life in a PG, the way to escape from it, the re-imprisonment after the Armistice or lives of former-inmates in the post-war years;

-- the impact of the POW on the local communities and on the Resistance organization;

-- methodologies analyzing the primary sources or archives related to POW, and how they can provide a better understanding of how the PG worked, the use of inmates as labor force or the peculiarities of the prisoners (their nationalities, ranks, previous lives, hopes or perspectives – individual or political- for their life after the imprisonment);

-- the geography of the memory: PG as memory sites, how to create a “network” of the PG memorials -physically or digitally-, reflections on how the sites can be used by the history teachers and the problems raised by historical tourism;

Proposals (about 500 words) and a short CV must be sent to direzione@istitutostoricoparma.it.

The deadline is 31st of July 2018. Applicants will be informed of the outcome the week beginning 7th of August 2018 on the website of the ISREC: www.istitutostoricoparma.it. The conference will be held in Italian and English (with simultaneous translation). The organization will provide to lecturers accommodation and the refund for the travel expenses. A volume including articles based on the contributions will be published.



CFP Istituto.pdf