Prigionieri di guerra in italia

i campi di prigionia (1940-1945)

Avviato nel 2018, il progetto giungerà a settembre 2021 alla pubblicazione del volume "Prigionieri di guerra in Italia. Campi di prigionia (1940-1945)", a cura di Marco Minardi ed edito dalla Mup.

Il volume - attraverso un rigoroso metodo storico - indaga l'evolversi della realtà concentrazionaria in Italia nel corso della prima fase della guerra e le sorti e le scelte dei prigionieri in fuga dopo gli eventi dell'8 settembre 1943.

Uno sguardo complesso, dunque, che si arricchisce con l'analisi delle vicende personali e collettive dei protagonisti, prima e dopo il crollo del regime fascista.

I diversi contributi focalizzeranno l'attenzione su alcune tematiche: dall'organizzazione dei campi di concentramento alle violazioni della Convenzione di Ginevra e crimini di guerra praticati nei campi, dall'assistenza e solidarietà in favore dei prigionieri anglo-americani nell'Italia occupata ad una rendicontazione della presenza dei campi di prigionia in Emilia e i rapporti degli ex prigionieri con la Resistenza, dalla realtà del campo di lavoro a Cinecittà alle pratiche e politiche di memoria pubblica.

Completerà il volume una ricca appendice fotografica.

Il volume conterrà saggi di: Eugenia Corbino, Costantino Di Sante, Isabella Insolvibile, Marco Minardi, Giulio Salzano e Carlo Ugolotti.

Venerdi 7 settembre 2018 si è tenuto presso la Sala conferenza della Rocca di Fontanellato dalle ore 15.30 alle 18.30 il convegno "Prigionieri di guerra e campi di prigionia per militari alleati in Italia (1940-1945). Il convegno - promosso e organizzato dalla Regione Emilia-Romagna, dal Comune di Fontanellato, dall'Istituto nazionale "Ferruccio Parri" e dall'Istituto storico della Resistenza e dell'Età contemporanea di Parma - è stato presieduto da Paolo Pezzino (Presidente dell'Istituto nazionale "Ferruccio Parri) e vedrà i seguenti interventi:

  • Prigionia, fughe e salvataggi. Temi e protagonisti, uno sguardo oltre la narrazione. Marco Minardi (Isrec Parma)

  • The duty to escape: tunneling out of PG 49, Veano. Shaun Hullis (St. Benedict's School, London)

  • Ripensare il passato. Prigionia, Resistenza e collaborazionismo in Valle Peligna: il caso di Sulmona e del campo ti concentramento PG 78. Giulio Salzano (Università di Teramo)

  • Prigionieri alleati al campo PG 62 di Bergamo. Dall'invio ai distaccamenti di lavoro all'inchiesta per la violazione dei loro diritti. Lia Corna (Museo delle storie di Bergamo)

  • "Contadini brava gente". Assistenza e solidarietà in favore dei prigionieri anglo-americani nell'Italia occupata. Interpretazioni di una (non) scelta. Eugenia Corbino (Istituto storico Toscano della Resistenza e dell'Età contemporanea, Firenze)

  • Conclusioni. Filippo Focardi (Direttore scientifico dell'Istituto nazionale "Feruccio Parri")

Stato dei lavori

7-8 settembre 2018: In occasione del 75° anniversario della liberazione del campo di prigionia PG49 per militari alleati di Fontanellato, Isrec Parma - assieme al Comune di Fontanellato e alla Fondazione Monte San Martino Trust - ha organizzato un programma ricco di eventi, presenti una folta delegazione internazionale di parenti e conoscenti dei soldati imprigionati nel PG49.

Il 7 settembre presso la Sala conferenza della Rocca di Fontanellato si è svolto il convegno "Prigionieri di guerra e campi di prigionia per militari alleati in Italia (1940-1945)". Hanno aperto gli interventi delle autorità - nel seguente ordine: l’assessore alla Cultura di Fontanellato, Barbara Zambrelli, il sindaco Francesco Trivelloni, il prefetto di Parma Giuseppe Forlani e il presidente dell’ISREC Attilio Ubaldi - ai quali sono seguiti i contributi degli storici, introdotti da Paolo Pezzino (Presidente Insmli) nel ruolo di presiedere, nell'ordine: Marco Minardi (Isrec Parma), Shaun Hullis (St. Benedict’s School di Londra), Giulio Salzano (Università di Teramo), Lia Corna (Museo delle Storie di Bergamo), Eugenia Corbino (Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea, Firenze). Le conclusioni sono state di Filippo Focardi (Direttore scientifico Insmli).

L'8 settembre è stata invece organizzata una freedom rail, un piccolo pellegrinaggio attraverso la vegetazione e i filari, lungo uno dei tanti cammini della libertà percorsi dagli ufficiali in fuga dal campo, dal torrente Rovacchia, seguendo l’argine, fino a Soragna.

ARTICOLO

"PRIGIONIERI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE TRA ITALIA E INGHILTERRA. STORIA E MEMORIA"

di Teresa Malice