Arrigo Pescatori nacque a Parma il 3 agosto 1914 da una famiglia di nobili origini, che ottenne tale attributo fin dal 1725, momento in cui gli avi Lodovico e Ottaviano Pescatori lo ricevettero per la prima volta direttamente dal duca di Piacenza, Francesco Farnese. Durante gli anni della sua giovinezza, Pescatori si interessò molto alle sue origini, tanto che si occupò per lungo tempo della ricostruzione genealogica della sua famiglia, la quale aveva anche un ulteriore scopo: la riconquista del titolo precedentemente andato perduto.
Oltre alle indagini sulla propria discendenza, aveva coltivato le sue passioni di natura letteraria che spesso sfociavano nella scrittura. Lo dimostrano le raccolte di poesie presenti su un suo quaderno risalenti dal 1926 al 1929, o anche altre rivolte specialmente a sua madre con cui aveva un rapporto molto speciale. Inoltre, si dilettava pure nella stesura e correzione di racconti, riflessioni, articoli di giornale e pagine di diario, in cui documentava scorci della sua vita e pensieri.
La sua adesione alla Resistenza parmense risale al settembre 1944, inquadrato nella Brigata Pablo, Battaglione delle Fiamme verdi, con il nome di battaglia Legge. Catturato durante un rastrellamento a Monchio delle Corti, fu fucilato dai nazifascisti il 24 novembre 1944.
Il fondo, donato da Massimo Giuffredi, si compone di una unica busta, suddivisa in due fascicoli.
Inventariazione del fondo a cura di Irena Vanic, ottobre 2026.