Luigi Porcari (1906-1985) dirigente politico e sindacale e protagonista della Resistenza. Di formazione inizialmente operaia - fu calzolaio e successivamente libraio ambulante - maturò il proprio impegno politico dopo aver assistito alle Barricate di Parma dell'agosto 1922. Nel 1924 aderì alla Federazione Giovanile Comunista di Parma e l'anno successivo partecipò a un corso clandestino di formazione politica, al quale prese parte anche Luigi Longo e nel quale insegnò Antonio Gramsci.
Arrestato nel 1927 e condannato nel 1929 dal Tribunale Speciale a dodici anni e sette mesi di reclusione, trascorse quasi dieci anni in diversi penitenziari, mantenendo un'intensa attività di opposizione politica e di lotta per il miglioramento delle condizioni carcerarie. Dopo il rilascio riprese immediatamente l'attività politica e, durante la Resistenza, ricoprì incarichi di rilievo come commissario di brigata e responsabile militare del Comando Unico del Nord Emilia, operante nelle province di Parma, Reggio Emilia, Piacenza e Cremona. Fu successivamente responsabile del Comitato militare del CLN di Siena.
Nel dopoguerra fu segretario delle Federazioni del PCI di Siena e Parma e dirigente nazionale del PCI e della CGIL. Fu insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare e di due Croci di Guerra. Le sue memorie di militante antifascista sono raccolte nel volume Così si resisteva, pubblicato da Guanda nel 1974.
Descrizione del fondo:
Il fondo Luigi Porcari, composto da una busta, un fascicolo e un sottofascicolo, conserva documentazione relativa agli anni 1944-1981.
I documenti riguardano principalmente l'attività di Porcari durante la Resistenza, con attestazioni e riconoscimenti del servizio partigiano nella 12ª Brigata Garibaldi, documentazione militare e matricolare e materiali relativi al riconoscimento delle qualifiche partigiane.
Il fondo comprende inoltre documentazione sulla sua attività politica e sindacale nel dopoguerra, con appunti, discorsi, corrispondenza e materiali relativi al PCI e all'ANPPIA del Lazio, comprese iniziative politiche, editoriali e organizzative.
Sono presenti infine documenti di carattere personale e corrispondenza con esponenti dell'antifascismo e della Resistenza parmense, tra cui Giacomo Ferrari, oltre a materiali relativi alla memoria e alla divulgazione della storia della Resistenza.
Il fondo è stato donato da Fiorenzo Sicuri e depositato in Istituto nel maggio del 2026.
Inventariazione a cura di Irena Vanic, settembre 2026